Incidenti in bicicletta

Spesso si ritiene che chi vada in bicicletta e sia urtato, o investito da un’auto abbia sempre ragione: non è assolutamente così in quanto, pur essendo la bicicletta un veicolo privo di motore, non per questo il  conducente è esentato dal rispetto delle norme previste nel codice della strada; dunque, in caso di incidente, si applica l’articolo 2054 cod. civ. che prevede una presunzione di colpa, in assenza di prove, concorsuale al 50%.

Chi va in bicicletta deve rispettare i sensi unici, o i doppi sensi di circolazione, non può viaggiare contromano, non deve fare inversione ad U, deve dare la precedenza a chi proviene da destra, non può passare con il semaforo rosso, non può guidare di sera e fino a mezz’ora prima dell’alba senza il giubbino a catarifrangenti, deve circolare, sulle piste ciclabili quando esistono. Questo significa che, in caso di incidente stradale che veda coinvolto un ciclista, prima di valutare la richiesta di risarcimento del danno da parte di questi all’assicurazione dell’automobilista, bisognerà controllare che il conducente sul sellino abbia rispettato il codice della strada.

La bicicletta non è un veicolo motorizzato, per cui non si può compilare il modulo di constatazione amichevole, in base all’143 del Codice delle Assicurazioni, che fa riferimento  esclusivamente a sinistri avvenuti tra veicoli a motore per i quali vi sia obbligo di assicurazione.
In sostanza, poiché la bicicletta non ha motore, per essa non è obbligatoria la copertura assicurativa e quindi dopo il sinistro per il risarcimento non si può utilizzare il modulo CAI, che può essere utilizzato solo tra compagnie assicurative che esercitino il ramo RC Auto ed il ciclista dovrà avviare la procedura di risarcimento ordinario, rivolgendosi alla compagnia assicurativa di chi ha causato il danno inoltrando una lettera di richiesta di risarcimento danni  dal momento che la legge individua il responsabile nel proprietario in solido con il conducente.

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