Aste giudiziarie

Gli eredi e l’efficacia del titolo esecutivo

Gli eredi e l’efficacia del titolo esecutivo

Pubblicato su Il Messaggero il 18 dicembre 2011.

“L’articolo 477 del codice di procedura civile stabilisce che il titolo esecutivo ha efficacia contro gli eredi, ma si può loro notificare il precetto soltanto dopo dieci giorni dalla notificazione del titolo, mentre entro un anno dal decesso la notificazione si può fare agli eredi collettivamente e impersonalmente nell’ultimo domicilio del defunto”, spiega l’avvocato Gianluca Sposato, presidente dell’Associazione custodi giudiziari. La disposizione consente che il titolo esecutivo (cioè ad esempio la sentenza, la cambiale, la scrittura privata autenticata, che permettono di avviare la procedura esecutiva per ottenere il pagamento del debito) sia utilizzato contro coloro che, quali eredi, succedono a titolo universale all’obbligato: in altri termini, il titolo ha un’efficacia ultra partes contro i successori universali di colui che è individuato come obbligato nel titolo stesso. “La notificazione del titolo e del precetto ai successori – aggiunge l’avvocato Sposato – presuppone, in ogni caso, che i chiamati all’eredità non in possesso dei beni ereditari, ne abbiano fatto accettazione espressamente o tacitamente. In proposito è bene ricordare come si sia negata rilevanza all’accettazione sopraggiunta in corso di giudizio di opposi zione proposta dall’intimato, posto che la legittimità del precetto deve essere riscontrata con riferimento all’epoca della sua intimazione, a prescindere da vicende successive, ancorché idonee a conferire retroattivamente efficacia al titolo esecutivo, come ha ribadito la Suprema Corte con le sentenze n. 11282 del 1991 e n. 2849 del 1992. In ogni caso, l’omissione della preventiva notificazione agli eredi del titolo esecutivo, integra una opposizione agli atti esecutivi. Il secondo comma dell’articolo in esame – prosegue l’avvocato Sposato – prevede un meccanismo di notificazione agevolata del titolo esecutivo agli eredi dell’originario obbligato: si consente che, entro l’anno successivo alla morte, il titolo sia notificato agli eredi in quanto tali, collettivamente ed impersonalmente, nell’ultimo domicilio dello stesso”. Il legislatore ha preso atto della difficoltà per il creditore di identificare e rintracciare tutti gli eredi del debitore, consentendo la notificazione impersonale e collettiva. In passato si esprimeva il principio per cui il creditore, per esercitare l’azione esecutiva nei confronti del successore a titolo universale del proprio debitore, dovesse ripetere la notificazione del titolo in forma esecutiva ai successori anche quando la notificazione fosse già avvenuta nei confronti dell’originario debitore (Cass. 7067/1993). “Il problema della necessità di notificare nuovamente agli eredi il titolo esecutivo e il precetto nel caso di decesso del debitore, al quale già tali atti siano stati notificati – conclude l’avvocato Sposato – è stato affrontato dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 5200 del 21/04/2000, ha affermato che l’articolo 477 non impone alcun obbligo di notificare nuovamente il titolo esecutivo e il precetto agli eredi di una persona alla quale siano già stati notificati sia l’uno che l’altro. Tale obbligo sussiste, invece, se alla persona non sia stato notificato né l’uno né l’altro, oppure sia stato notificato solo il titolo esecutivo e non anche il precetto. La giurisprudenza ha così aderito all’orientamento dottrinario per cui se il decesso avviene prima della notificazione del precetto al debitore deve notificarsi di nuovo il titolo esecutivo e, dopo dieci giorni, il precetto agli eredi; se avviene, invece, dopo la notificazione del precetto, il pignoramento ha luogo in danno degli eredi, ma non è necessario ripetere la notificazione del titolo esecutivo”.

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