Aste giudiziarie

All’asta beni in comunione legale

All’asta beni in comunione legale

All’asta beni in comunione legale

Pubblicato su Il Messaggero il 25 novembre 2012.

“L’art. 599 del codice di procedura civile sancisce al primo comma chepossono essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i comproprietarisiano obbligati verso il creditore, ovveroquando questi abbia o faccia valere il titoloesecutivo nei confronti di alcuni soltanto deicontitolari; in tal caso il pignoramento cadeunicamente sulla quota del debitore, producendo su quelle degli altri contitolari soltantoeffetti indiretti – spiega l’avvocato GianlucaSposato, presidente dell’Associazione custodi giudiziari – un caso particolare riguarda ibeni in regime di comunione legale in quanto in tale ipotesi il pignoramento, per giurisprudenza prevalente, dovrà essere eseguito per intero sull’immobile, anche se il debito è stato contratto soltanto da uno dei dueconiugi, poiché i beni che formano oggettodella comunione fanno parte al tempo stesso,pro quota, del patrimonio personale di ciascun coniuge, come annota il conservatoredei RR. II”.

La proprietà

Infatti, la comunione legale tra coniugi nonrappresenta una normale comproprietà incui ciascuno è titolare della quota pari al cinquanta per cento, trattandosi di comunioneparticolare senza quote, in cui i coniugi sonoproprietari del tutto. “A riguardo – sottolineal’avvocato Sposato – occorre ricordare cheprima della riforma del diritto di famiglia, invigore dal 20 settembre 1975, il regime imposto automaticamente, in mancanza di diverso accordo tra i coniugi, era quello della separazione dei beni, avendo la norma in questione introdotto la comunione come regimebase, salvo diverso accordo dei coniugi; mail regime di comunione legale si applica automaticamente anche alle coppie sposateprima dell’entrate in vigore della riforma, ameno che entrambi i coniugi, o anche unosolo di essi, non abbiano espressamentedichiarato, nel periodo transitorio in esserefino al 16 gennaio 1978, di volere adottarediverso regime. Tuttavia alcuni tribunali,come ad esempio quello di Avellino, seguonoaltra impostazione secondo cui il pignoramento immobiliare, nel caso in cui i beniricadano in regime di comunione legale deiconiugi, deve essere eseguito per la quota di1/2 se il debitore è soltanto uno di loro e perl’intero nel caso in cui entrambi siano debitori, con la conseguenza che, in mancanza diosservanza di tale prassi applicativa, potràessere fatta opposizione per far dichiarare laimprocedibilità della esecuzione immobiliare”.Il coniuge non debitore e non esecutato deve,in ogni caso essere avvisato ai sensi dell’articolo in commento dell’esecuzione intrapresae potrà intervenire nel giudizio rilevando cheil bene pignorato eccede il valore del 50% dell’intero patrimonio della comunione legalechiedendo che, in sede di distribuzione delricavato, gli venga attribuita la quota a luispettante. In tal caso, i creditori di un soloconiuge potranno rivalersi soltanto sul 50%dell’intero patrimonio, pur avendo pignoratol’intero immobile. Il creditore personale delconiuge, che voglia procedere all’espropriazione del bene intestato solo a quest’ultimo,dovrà produrre l’estratto dell’atto di matrimonio con annotazioni marginali relative all’esecutato ed i certificati immobiliari relativi alletrascrizioni ed iscrizioni contro il coniuge nonesecutato, fino alla data della trascrizione delpignoramento, oltre che curare gli altriadempimenti di cui all’art. 498 del codice diprocedura civile, al fine di consentire l’intervento degli altri creditori ed, in particolare, diquelli privilegiati della comunione.

La cassazione

“La Cassazione – conclude l’avvocato Sposato – ha stabilito che non può darsi luogo allavendita della quota del singolo bene di spettanza del coniuge debitore senza l’audizionedell’altro coniuge, dovendo, in difetto, il procedimento esecutivo arrestarsi; dunque, insede di opposizione agli atti esecutivi proposta dal coniuge non obbligato, in regime dicomunione legale, con riguardo al beneoggetto del procedimento di esecuzione intrapreso nei confronti dell’altro coniuge, sono daritenersi rilevanti sia i vizi relativi alla notificadel pignoramento, che deve essere ricevutadal detto opponente, sia la richiesta di separazione della propria quota ( Cass. n. 7169/1997). Ciò chiaramente non nel caso in cui ildebito sia stato contratto da entrambi i coniugi, in quanto l’esistenza della comunionelegale non produrrebbe alcun particolareeffetto sulla esecuzione, in ragione del fattoche entrambi sono debitori e, dunque, esposti alla esecuzione. Infine, è importante ricordare che il coniuge non esecutato può partecipare all’asta dell’immobile e comprare il benedi cui è comproprietario ( Cass. n. 605/1982 )”.

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